Solo Sergio Marchionne non ha ancora capito che l'auto del futuro è l'apecar e quel che è peggio (per lui) l'hanno già inventata. Ingonfato nel suo golfino, l'ultra manager Fiat ha sempre meno speranza di vendere le sue nuove macchine ad innovazione zero. Invece l'apecar di Santini vende! Non l'apecar stessa ma il suo freddo contenuto. Birra, coca, aranciata italiana, acqua e vino a giusta temperatura per giuste passeggiate sulla Barcelloneta sarda. Istruzioni: camminare sin che viene sete, al sopraggiungere di questa NON sedersi in un bar, per NON farsi rapinare dagli esercenti inrivaalmare della rivieradelcorallo, ma avvicinarsi all'apecar e chiedere da bere. Qui il vostro unoeuro è sufficiente e se vi accontentate solo dell'acqua per la notte (fondamentale per dormir bene) ne basta addirittura mezzo.
Bonus: super convenienza e cortesia. L'apecar è inoltre dotata di auto(video)radio, trasmette uno swing nostalgia per Santini e per tutti i suoi coreografici amici.
Malus: a volte l'apecar non c'è.
Voti della Palmanana
Ambiente: 10
Servizio: 9
sabato 19 maggio 2012
Apecar ovvero existenzminimum
mercoledì 9 maggio 2012
Cede la muraglia. Ristorante cinese ad Alghero
Tanti anni fa, altri tempi, a Venezia
aveva aperto il primo ristorante cinese, non durò molto. Si narra
che fosse formidabile. Dopo qualche anno, si dischiusero, come
piccole uova di ragno, nuove ristorazione cinesi tra le calli e i
campielli veneziani. Ad Alghero tra Aprile e Maggio ha
definitivamente chiuso un buon ristorante, che era anche l'unico
ristorante cinese della città. Per consolarci della sua chiusura e
sperando in nuove e numerose gemmazioni leggiamoci la postuma
recensione di “Cardi e Ciliegie”.
In via Angioy si cela l'unico
ristorante cinese di Alghero. L'ingresso con le scale a scendere in
un seminterrato ed il camerone fanno pensare di avere sbagliato
locale, ma il sorriso orientale e la cortesia delle ragazze che ti
accolgono ti invita lo stesso ad entrare. La scelta è vincente. Per
cifre modiche il menù a buffet garantisce soddisfazione e buona
possibilità di scelta per tutti. Il meccanismo è semplice ed
interessante. All'ingresso tutti sono immobili, ma come il passo
varca la soglia basta una parola in cinese (un due tre stella?) che
mette in moto la cucina, i camerieri e la sala si anima. Nuove
pietanze calde vanno ad aggiungersi a quelle che già attendevano e
muoversi di continuo fra tavolo e buffet fa trovare piacevoli
sorprese. Il piatto si svuota e si riempie ogni volta che si vuole e
un'attenta maitre fa muovere la cucina in sincrono con le vostre
passeggiate. L'ambiente è scarso, ricordo di mense aziendali di
basso profilo, ma i tavoli rotondi e le lunghe tavolate fanno presto
dimenticare le pareti e l'eco delle voci. Cortesia tutta orientale,
disponibilità ma con pochi gesti e senza rimbrotti ti fanno capire
se stai esagerando con le voci.
Bonus, C'è sempre posto, cortesia,
ottimo per grandi tavolate e la cucina aspetta gli avventori per
garantire cibi caldo
Malus, ci sono mense aziendali con locali con meno eco e più accoglienti
Voti della Palmanana
Ambiente: 6
Servizio: 7
Cucina: 7,5
Malus, ci sono mense aziendali con locali con meno eco e più accoglienti
Voti della Palmanana
Ambiente: 6
Servizio: 7
Cucina: 7,5
Ristorante La Grande Muraglia, Via Giovanni Maria
Angioy, 3, Alghero
lunedì 23 aprile 2012
Mordi il pesce prima che sia lui a farlo. Trattoria Maristella. Alghero
Quasi ognuno di noi ha avuto una personale casa della nonna o della zia (al limite l'ha condivisa con alcuni connipoti). I ricordi si mescolano tra gli odori della cucina a tutte le ore e "ricchi assaggi" a prova di bicarbonato. Il tutto veniva offerto alla modica cifra di un interrogatorio insistente sugli sviluppi più o meno sinceri della tua vita e di quella dei tuoi prossimi.
Anche da Maristella, come dalla nonna, non ci si passa per caso. Anche qui, quando puoi, dimentichi il conto e ritorni volentieri.
Uno spazietto banale il giusto, tinto di sobrio gusto medio: dall'apparecchiatura alla posa neutrale e giusto-cordiale dei camerieri. Di loro colpisce quell'espressione di sottile orgoglio che sa di "tanto lo sappiamo che ti ha mandato qualcuno o ci conosci già e sei tornato perchè si mangia bene!".
Ma loro parlano poco, mentre chi comunica davvero qui è il piatto. Ed è anche sincero. Pochi intingoli e gusto pieno per ogni mostro sbattuto in prima pagina, senza carezze. Che si tratti di una ricciola o di un riccio, il cuoco punta dritto alla sazietà del palato. Gli amanti dei retrosapori nascosti e dei bouquet psicotrasparenti come le modelle da passerella sono avvisati! (lux)
Bonus: Niente smorfiette maliziose dei camerieri e massima collaborazione se per risparmiare e provare più portate ci si smezza qualche piatto.
Malus: la saletta mette a dura prova la propria privacy e sottopone alle torture delle volgarità dei vicini di tavolo. E' utile prenotare.
Voti della Palmanana
Cucina: 7 1/2
Ambiente: 6
Servizio: 8
Trattoria Maristella, Via Kennedy, 9, Alghero
giovedì 22 marzo 2012
Nostagia di migrare. Bar Diva, Alghero
Sembra a vedersi un posto per caffè senza storia, per le tazzine anonime da svuotare all’impiedi in una pausa di necessità. Bar di avventori pendolari, svelti, che con rognosa antipatia sbirciano le panchette dei seduti: e anche quelli sono traballanti precari, senza valigie vere da ergere in alto, sulle mensole a rete.
No, il Diva si serba per chi necessità più stretta tiri una volta agli anfratti delle latrine; si lascia indovinare piano piano, da chi almeno ne tenti il budello semibuio, verso le stanze del retro, ai separè-divanetti in finta pelle dove le ore liete acquattano coppiette in calore. Lì, nell’ombra eterna del fuoriscena riposa ancora il primitivo bancone, di cui fierissimo e geloso andava il G. mastro intagliatore, come di femmina mala, esigente e bizzosa. Al riparo dai vuoti onori delle guide, eccolo, consiste ancora: pezzetto di legno su pezzetto, dal tassello e dall’alta scuola fatto a figura di barca gravida, che cocciuta attende carezze di cartavetro e si prepara per i viaggi a venire. (ma.sì)
Bonus, Il vero migrante, eternamente stanco e bisognoso di riparo, troverà le solerti panchette ospitali: il tassametro gira, ma senza sbuffi di noia al troppo tuo sedere.
Malus, Dagli angolini esanimi dello spazio, dalle pance dei fornetti e frigobar, luci impazzite di neon in miniatura si spandono, come nei bar alle stazioni di decaduto e mai risorto status.
Voti della palmanana
Ambiente: 6,5
Servizio: 6,5
Bar Diva, Piazza Municipio, angolo via Roma, Alghero
No, il Diva si serba per chi necessità più stretta tiri una volta agli anfratti delle latrine; si lascia indovinare piano piano, da chi almeno ne tenti il budello semibuio, verso le stanze del retro, ai separè-divanetti in finta pelle dove le ore liete acquattano coppiette in calore. Lì, nell’ombra eterna del fuoriscena riposa ancora il primitivo bancone, di cui fierissimo e geloso andava il G. mastro intagliatore, come di femmina mala, esigente e bizzosa. Al riparo dai vuoti onori delle guide, eccolo, consiste ancora: pezzetto di legno su pezzetto, dal tassello e dall’alta scuola fatto a figura di barca gravida, che cocciuta attende carezze di cartavetro e si prepara per i viaggi a venire. (ma.sì)
Bonus,
Malus,
Voti della palmanana
Ambiente: 6,5
Servizio: 6,5
Bar Diva, Piazza Municipio, angolo via Roma, Alghero
domenica 4 marzo 2012
Visioni appannate dell’Eden cittadino. Bar Gilbert, Alghero
A chi percorra in basso la via Gilbert Ferret, intento al computo dei propri passi pencolanti, si annuncia nella sera come una polla di luce gorgogliante, sulla sinistra, di sotto il paralume dell’arcata greve. Non sempre lo si vede, un attimo tardo e l’appuntamento ti sfuma.
Il Gilbert porge il suo cenno scorbutico dal margine del visto: non corteggia né prega, non lusinga. Con un saluto di foglia timida, ormai vizza, fa capolino scontroso tra la rugiada falsa delle rose novelle. E anche di dentro, con chi si avventuri a scenderne la soglia, è severo, di una confidenza cruda. Dentro, una tonta benigna miopia strofina le cornee dell’avventore, sdoppia i profili delle sedie pesantissime, gli scheletri neri dei tavoli da giardino. Un telo da doccia vela l’antro degli sciacquoni, il separè separa alla vista le entragne dei servizi, ma anche a scavare nel fondo scuro dei tubi non lo si scova il segreto del luogo.
Benedetta la tua luce, Gilbert, che dà sul limone: che l’acutezza del giudizio svapora in sparsa nebbiolina… come spunta la boria dei pensieri, oh, come smorza i ciaccolosi intellettuali del calcio e della cittàde! Luce calda, liquida, di un’eterna improbabile estate, in cui nessuno è costretto al costume. (ma.sì)
Bonus, Vale qui la qualità del bere, o quella del bevitore?
Malus, La stessa domanda, ma dal lato vuoto del bicchiere.
Voti della palmanana
Ambiente: 6,5
Servizio: 6,5
Bar Gilbert, via Gilbert Ferret 65 Alghero
giovedì 23 febbraio 2012
Play e staziona da Gavino, Alghero
Il più lungo bancone di Alghero. Una vetrinatissima promenade di ricordi e bottiglie di desueti liquori. Una portaerei di affetti, di mirti, di stock84, biancosarti, di caffè e di sambuca senza mosca. Un po' più sotto, lontano dagli sguardi, vino di mescita, vino di Carrabuffas, senza etichetta (no logo direbbe la naomiklein) e senza solfiti ma non senza anima. Sporadici ma fidati avventori, saggi discepoli del silenzio, stazionano nel ponte di comando dell'oste: da Gavino non c'è rumore, nemmeno dalla vetusta tivùsenzasky. Tutto il chiasso proviene dai quadri alle pareti, una piccola collezione dell'orrore “artistico” che si fa troppo sentire. Ma non ditelo al nostro eroe. Oltre Gavino, oltre il bancone, c'è la sala giUochi: due biliardi e altrettanti tavoli verdi per mischiare e servire rapide mani d'azzardo.
Bonus, l'insospettabile melting pot. Da oltre cortina, le giunoniche lavoratrici dell'est hanno eletto il loro dopolavoro proprio qui.
Malus, l'aria (pesante) del default. Qui si lotta ogni giorno per la sopravvivenza.
Voti della palmanana
Ambiente: 7
Servizio: 8
Bar da Gavino, via Cagliari 29, Alghero
venerdì 10 febbraio 2012
Folle d’Anbarok. Sulla passeggiata a mare, in Alghero
Al nostro male comune Alghero dispensa pingui lenimenti, nei lunghi mesi d’inverno specialmente, quando sottili vengon su dalle cunette del centro i fumi uggiosi e le malinconie del mattino presto: allora gratta, grattati ovaie di muggine e pecorino stagionato, sbatùffolati a fior di pelle le essenze palliative! Quando i lavoratori del turismo in disarmo disperano alla fonda, i più felici sono i pescatori conoscitori d’insidie, di retoriche mosse contenti: nel freddo intirizzito fanno breccia con l’insistenza degli amorosi mai corrisposti, con dure teste da romanzo cortese esistite una volta, in una vita anteriore. Chi siede all’Anbarok ha speranza di rivederli sortire, nei mesi con la r dentro, di là del vetro che s’apre e chiude a un soffio, a un’ombra intuita, con battito di sussiegosa ghigliottina. Ecco: c’è calma qui, e una musica che parla inglese con la pazienza del maestro semprespiegante dal principio; la bianca calma del paesaggio di neve, qui, sottovetro, dove raggelano i vecchi bollori del sangue.
Anbarok la sua mattàna la sconta nel nome, già l’ha spesa e non ne ha più da parte; a lungo andare si intuisce per un mattocchio metodico, un assassino diaccio da cui ricopia la nordica tivù. Anbarok ti fa assìdere alle file dei tavoli settòri, ti involve in agglutinata sacca, preservativa d’igiene, in una pellicola pvc-free che tiene dentro il seme dei fervidi pensamenti e desideri, raggela l’abbraccio e legalmente ti allunga i suoi placebo-piacerò.
Dietro il vetro pulito del bancone, intoccabili, sospesi sorrisi di donna-angelo, gentilezze di cui gusti la goccia perfettamente conservata. Un altro ancora: lo sciogli in bocca come pastiglia dal blister, prima di ripartire, ultima sigaretta o caldo lumicino avanti che venga la nostra nera signora.
Bonus, Il miglior caffè da bersi con affaccio al mare, e vettovaglie studiate per tirare avanti con decenza, senza dilazionare in pagherò né illudere il tristo sacco del ventre con la promessa di maggior felicità a venire.
Malus, Immutabili, in repertorio eterno, le pur ottime baguette: invariabili, eternamente le stesse secondo algide categorie. Ma per qualcheduno il design è il trionfo dello standard. E qui siamo in casa di progettisti moderni.
Voti della palmanana
Ambiente: 7
Voti della palmanana
Ambiente: 7
Servizio: 7
Bar Anbarok, via Garibaldi 7, Alghero
Bar Anbarok, via Garibaldi 7, Alghero
domenica 29 gennaio 2012
Capricorno. Pizza, legna e naturalmente forno.
Nell'agendina di fine pergamena di un antropologo culturale sperso tra le vie dell'Alguer non potrebbe non essere appuntato l'infinita offerta di pizza cittadina. Pizza al taglio, tonda, quadrata, al piatto, da asporto, al kamut, integrale, ecc. Il peso di tanta pizza è sfornato da forni capillari e distribuito da motorini caterpillar. Il sopraddetto antropologo ad una certa, raggiunto dai morsi della fame però troverà con difficoltà, oltre alla meritata pizza anche la fatidica coppia del benessere: tavolo più sedia. L'antropologica quadratura del cerchio nelle note del block notes è il Capricorno, che oltre ad offrire una ottima pizza ti regala la comodità di una piacevole sala arredata con semplicità.
Bonus, il bagno, antitesi del pacato legno della saletta, è un trionfo psico-piastrellato.
Malus, la televisione sempre accesa e sintonizzata sul canale musicale deejayqualcosa. Per fortuna a basso volume.
Bonus, il bagno, antitesi del pacato legno della saletta, è un trionfo psico-piastrellato.
Malus, la televisione sempre accesa e sintonizzata sul canale musicale deejayqualcosa. Per fortuna a basso volume.
Voti della palmanana
Ambiente: 7+
Servizio: 7+
Cucina: 8
Pizzeria Capricorno, via Diez 58, Alghero
Ambiente: 7+
Servizio: 7+
Cucina: 8
Pizzeria Capricorno, via Diez 58, Alghero
venerdì 6 gennaio 2012
Campo base: Puntarella Rossa
L'avevamo dichiarato sin dall'inizio nella nostra essenza: siamo figli nani ed illegittimi di Puntarella Rossa e della loro rubrica Piatti al vinile, a cui abbiamo rubato molta anima e un po' di struttura. Affermazione che è sempre stata in prima pagina sulla destra del nostro blog. Ora questa legittimazione è arrivata e suona così: "Cari palmanani, noi vi ringraziamo di cuore, e di forcone, per i complimenti. Di solito se ci copiano in qualche modo lo segnaliamo per far rimuovere, anche perché Puntarella Rossa prima o poi si allargherà ad altre città e il format è protetto, ma con questa dichiarazione commovente come si fa? Tranquilli, tenetelo pure basta che resti il riferimento con link a Puntarella Rossa. Lunga vita ai palmanani".
mercoledì 28 dicembre 2011
A pranzo con la zia. Zia Forica, Sassari, presso i giardini
La sassarese tempra è robusta, incline al rosso e – se vera tempra, vera sassarese – mai tirchia di porti il piatto colmo di dovizie tratte dal niente, miracoli della scarsità che a calzetta si rovescia in pletora, in splendore odoroso di terra e di costa. Qui tra le immemori trippe, nel ribollire di cordule e favate, non si spacciano scialbi souvenir: ma il nero sangue dell’asinello, e la mentuccia odorosa che screzia il culurgione, che scambieresti invano per il più dolce raviolo. Qui la Zia Forica spicca, contrafforte alle pendici di Elicona, musa ad un tempo e dea sovrana della memoria: e tu non saprai mai se ti ha preso prigioniero il sorriso che per un istante ti è parso balenare e che in famiglia ti accoglie – tu foresto, tu orfano di tutto: nudo da vestirti, famelico da riempirti il cavo della pancia. Non sai se è stata la gentilezza burbera con cui ti enumerano by heart i piatti ricordo d’una tradizione di millant’anni e rotti; se è la voce dolente, il fondo scuro delle occhiaie, il grigio dei capelli che portano senza timori. O se di là, nelle cucine nascoste, davvero cuociono ancora pezzetti amorosi e sanguigni, per imbandire all’ospite accolto non lumachine ma tocchelli di cuore. (ma.sì)
Bonus Io no, io non ne trovo migliori.
Malus Chi lamenta la pesantezza dei sughi, chi l’ardua digestione delle cipolle e delle gratinate, e delle trippe contrarie all’uso svelto dei moderni. Ma è gente che dal dietista finirà i suoi giorni, senza sorrisi turritani, senza tortuosità di lumache.
I voti della Palmanana
Ambiente: 8
Cucina: 8 e più
Servizio: 8
I voti della Palmanana
Ambiente: 8
Cucina: 8 e più
Servizio: 8
Corso Margherita di Savoia, 39
sabato 17 dicembre 2011
Premio d'argento al Pesce d'oro, ristorante ad Alghero.
Novembre e Dicembre (pre festivo) sono i mesi del rendiconto. Per i ristoranti algheresi si contano i clienti. Gli eroici ristoratori dell'aperto tutto l'anno ricevono il giusto metro di misura dalla loro clientela più affezionata ma soprattutto ben trattata. Smentiamo subito lo psiconano: “i ristoranti sono pieni”. Non è vero! Sono pieni solo taluni. Il pesce d'oro è uno di questi. La ricetta? Le ricette! E aggiungiamo, se ordinate la pizza trovate prodotti freschi e di stagione con cui abbinarla.
Bonus: i camerieri fanno i camerieri, se ci pensate, ad Alghero, non è scontato.
Malus: si avverte una leggera claustrofobia, il pesce d'oro è mezzo metro sotto terra.
Voti della Palmanana
Ambiente: 7
Servizio: 7 +
Ristorante pizzeria Pesce d'oro, via Catalogna n°12, Alghero
venerdì 2 dicembre 2011
Pasta with butter sauce. Ristorante La pergola. Alghero
Luglio, vacanzina in famiglia ad Alghero. Sabato mattina alla spiaggia Maria Pia coi bimbi e pranzo dove si va? Spunta il ristorante "La Pergola" ad annunciare pizza a mezzogiorno e non ci pensiamo due volte: parcheggio affollato (sempre buon segnale) e aria distinta. Prendiamo rumorosamente posto con i marmocchi e alla fine non ordiniamo la pizza: non ci sembra il caso né il luogo. Visto il menù pretenzioso, ci rifugiamo in un'insalata di polipo con patate e una pasta con bottarga e peperoncino. Per i bambini chiediamo una pasta in bianco. Sguardo interrogativo della cameriera. "Sí, una pasta al burro, o con un pó di olio" sviluppiamo il concetto. Crisi: va a chiamare il maître. Riformuliamo la richiesta e, dopo varie delucidazioni conclude: "Ah, una pasta all'inglese".
Riassunto: insalata di polipo con patate insipiente e raffazzonata; pasta con bottarga e peperoncino disequilibrata (a favore del peperoncino); pasta all'inglese buona (del resto ribattezzata con questo nome altisonante...).
Decorazione molto design e trendy, attese lunghe, però quando ho telefonato qualche giorno dopo a chiedere di un quaderno dimenticato, me lo hanno spedito e sono stati molto gentili.
Bonus: il giardino per i bambini
Malus: quell'aria un pó snob
Voti della Palmanana
Ambiente: 5
Servizio: 5
Cucina: 5 1/2
Ristorante La pergola, via I Maggio 3, Alghero
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