lunedì 21 novembre 2011

Il "più oltre" della ristorazione. Ristorante Sakura, Sassari



Nell'era della nuova secolarizzazione le frontiere del FOOD non sono da un pezzo più FAST. Tanto meno è giunto il tempo del rispolvero dell'arcaica trattoria con tovaglia a quadretti. Il centro storico è lontano anni luce, almeno a Sassari, “da quello che la gente vuole”. E così si parte, allacciata la cintura, tolto il freno a mano, scalata la marcia, freccia a destra: Sushi wok. Anzi wok e teppanyaki. Non avete capito nulla? Colpa vostra, cafoni retrogradi. Chi sa di cosa parliamo, invece, è già sul posto, con il suol bel piatto abbondante a buffet rigorosamente crudo davanti ai cuochi della piastra del gusto o del wok delle meraviglie. Siamo in Cina (ops, Repubblica Popolare Cinese), cari ragazzi, precisamente a Predda Niedda di fronte al centro commerciale “la Piazzetta”. Prezzo fisso, bibite escluse. Efficienza fordista in cuore orientale. Sta sera avete voglia di: pasta, riso, uova, pesce, carne, tofu, pane, verdura? Nella forma di: antipasti, primi, secondi, contorni, frutta, gelati, dolci, caffè, ammazzacaffè, non necessariamente in questo ordine oppure da ingerire in maniera inversa e in quantità smodata? No problem. Tutto questo lo volete cucinato alla giapponese o alla cinese? Ancora no problem., Messaggio finale per gli inguaribili bamboccioni: se evitate di pretendere le melanzane alla parmigiana, scegliendo bene, si può mangiare anche all'italiana.
Bonus: come diceva Bruno Ganz in Pane e tulipani, i cinesi "sono i più grandi ristoratori del mondo". Nemmeno qui si smentiscono.
Malus: La sera il menù costa di più e il buffet ad una certa è impegnativo per i nostri stanchi piedi occidentali. Il consiglio è andateci a pranzo.
I voti della Palmanana
Ambiente: 6/7
Servizio: 7+ (velocissimi)
Cucina: 7+

Ristorante cinese - giapponese a buffet, Sakura, Predda Niedda 6, v. Sassari.

venerdì 4 novembre 2011

La grande abbuffata, Agriturismo Piras a Palmadula


Si mangia! Si mangia in maniera semplice, essenziale, bella, si mangia tanto, si mangia bene.
Si mangia quello che è stato fatto poco prima, come da mamma.
In un frangente, come quello attuale dove tutto tende ad appiattirsi (comportamenti, stili di vita, cibi), l'agriturismo di Palmadula rappresenta un baluardo. Qui è a tavola la realtà. Le fantasie fasulle dell' “assolutamente buono” e “assolutamente vero”, da Piras son prive si senso.
Non ti senti cliente ma partecipi a qualcosa di più. È un po' come 20- 30 anni fa, in treno. Tu eri passeggero, non cliente. Era più bello, era più giusto.
Il locale è casalingo, se così si intende sentirsi a casa, a mangiare, ma soprattutto a condividere qualcosa, senza musica di sottofondo.
Bonus: il silenzio
Malus: maialetto solo su prenotazione, ma ne vale la pena
Voti della Palmanana
Servizio: 8
Ambiente: 8
Cucina: 8 più

Agriturismo Piras, Sp Baratz - Palmadula (SS)

mercoledì 26 ottobre 2011

Il Baretto. Ottimo e mai caretto. Spiaggia di Porto Ferro

State cercando l'oasi? Una è qui. Una poetessa apolide lo descriverebbe così: “Luci di raggi di sole che in rimandi spontanei si flettono sulle onde. Anfratti di dune e di venti. Spiagge di linee di mari e di cieli. Capanna di birre, gelati, caffè e arrostite. Rifugio per frequentatori sparsi fra ombrelloni a buon mercato o dell'ipermercato. Bagnanti bagnati o asciutti, nuovi e antichi, soli o mal accompagnati, disturbati o palestrati, nativi e forestieri”. A poesia conclusa una cosa però è certa, non si può rinunciare alla birra di fine spiaggia, quella che le gocce di sudore si fanno cristalline e cadono spontanee all'impatto con il bicchiere, quella che non ne basta mai una, meglio due, quella che li al baretto si gusta meglio perché la musica alternativa fa parte del paesaggio, quella che quando la bevi il sole del tramonto ti acceca con i suoi ultimi raggi orizzontali e infine quella che su una spiaggia senza crismi rimane la migliore.
Bonus, la raccolta differenziata funziona meglio che in centro ad Alghero
Malus, il sole sempre negli occhi
Voti della Palmanana
Ambiente 8
Servizio 8

Il Baretto, località Porto Ferro (SS)

lunedì 17 ottobre 2011

Requiem al Gourmand, Tavola calda ad Alghero


Alla pacciatòria si specchiano i volti estenuati dalla fila, gli occhi proni, ravananti tra le vaschette zincate, a brucare quel che affiora dai sughi del giorno; e facce sempre stanche sono quelle che ti accompagnano il piattino di polistirene, mani sfinite ti seguono fino al termine del binario morto, a cavare il biglietto di carta termica dal registratore.
Occhi bassi, fissi, dove si posano le stoviglie e i piedi; e per chi trova posto, occhi che guardano con sospetto, o che chini sogguardano le gigantografie a colori spruzzati, le paratie allegoriche esposte a memorare la vanità dei sapori – e dunque ad allietare l'eterno appuntamento dell'affamato incauto con i cibi.
No, è meglio starsi fragili, appollaiati precari sul trampolino degli sgabelli alla vetrina. Allora il mare d'Alghero è una direzione lontana, futura, di là dell'immensa distesa della Pace: la piazza d'armi che ingoia i turisti del sedile, o gli sbarcati freschi d'aria condizionata, dalle pance degli autobus stranieri.
– Eh, Bruno!? – Non si sa più se tu non sia che un nome: se mai sia esistito il Bruno o se, naufrago, ancora esisti e ti aggiri là di fuori, senza più riconoscere i pali storti di Busquet né i fanali di Capo Caccia… Senza capire perché, tra i vassoietti zincati, lo spirito del zio Mac si gratta la bazza e sorride.
Bonus, un piatto caldo si rimedia sempre, che ricordi la festa in famiglia. Ma senza festa, senza famiglia.
Malus, qualcosa che ti porti via come un groppo insoluto, galleggiante a tre quarti tra cardias e piloro.
Voti della Palmanana
Ambiente 5
Servizio 5
Cucina 5

Self service e asporto Le Nouveau Gourmand, piazzale della Pace 39

sabato 8 ottobre 2011

Bene si mangia da Mangiainbuto, ristorante a Bosa


Qualora necessitiate desinare in quel di Bosa, stimolati nell'appetito dalla terribile scalata della visita all'omonimo Castello, non possiamo che consigliarvi Mangiainbuto. Delizioso locale dalla confortevole sala interna ricavata in una vecchia cantina e da alcuni tavoli esterni protetti da tettoia. Dotato di una ottima carta dei vini, regionali e francesi, Mangiainbuto offre la possibilità di acquistare il pesce nella pescheria poco distante e di farselo cucinare nella cucina del ristorante. Altrimenti un morbido e avvolgente rosso della casa, dotato di buona struttura e gradazione sopra i 12%vol può accompagnare piatti di pasta e carne del menù del giorno. Si consiglia aperitivo di malvasia con tagliere di affettati e formaggi e confetture di frutta.
(Capitan squilibrio)
Bonus, cibi freschi, vino ottimo, prodotti di provenienza locale.
Malus, in una giornata piena di avventori i tempi d'attesa potrebbero prolungarsi.
Voti della Palmanana
Ambiente 8
Servizio 7 +
Cucina 7/8


Mangiainbuto, piazza Modoleddu, Bosa

mercoledì 28 settembre 2011

Alla ricerca dell'oro nero: da Carla, bar a Montresta

Eppoi uno dice che i miracoli non esistono! Nell'eremo di Montresta, nel bar della piazzetta in salita, nel banco frigo, in basso a sinistra della barista, si cela un tesoro inaspettato: bottigliette a piede libero di chinotto Neri a 1,80 euros al collo. Se non le avessimo portate di persona alle nostre labbra mai c'avremmo creduto. Il nostro consiglio è presentarsi a Montresta in 4 (più eventuali riserve), occupare il calcio da tavolo, calcino per il nostro il.conte (nota bene: si gioca gratis) sfidarsi per una buona mezz'ora ed infine sorseggiare l'antico liquido nero. p.s. Per noi, con il chinotto Neri, in Sardegna, è il primo incontro. p.s.2 Per i non feticisti c'è pure dell'ottimo prosecco d.o.c.
Bonus, nei fine settimana il bar si trasforma in pizzeria e su prenotazione anche in ristorante. Ordinare la famosa pasta (fatta in casa) montrestina "Sos Pipiriolos”.
Malus, nè nel bancone, nè nelle vetrinette del bar compare il leggendario pane bistoccu di Montresta.
Voti della Palmanana
Servizio: 7 + +
Ambiente: 6/7

Montresta, Bar e Caffè Adriana Maddalena Fancellu, via Amsicora 8 (OR)

lunedì 19 settembre 2011

Scarpe rotte eppur bisogna andar al Miky bar. Villanova Monteleone


Se siete ancora li a chiedervi se via Nazionale sia meglio a doppio senso, senso unico o pedonale, il nostro consiglio è di evitare di farlo in loco. A pochi metri, in discesa, dopo qualche rampa, vi troverete nella tranquilla piazzetta Casula, lontano dall' “avanti e indrè” dei rombanti e velenosi automezzi. Il Micky Bar presidio di quel pacifico rettangolo è il luogo adatto per rilassare i pensieri. Se la soluzione al quesito di via Nazionale non la troverete, non vi preoccupate: non esiste.
Bonus, la mattina, proprio di fronte a voi c'è il mercato. Il Martedì c'è pure quello più grande, quello ambulante.
Malus, siamo alle solite. A Villanova Monteleone c'è un grande caseificio e un abitante su due autoproduce salsiccia sarda. Ma tutto questo non sarà mai (per motivi a noi incomprensibili) l'accompagnamento del vostro aperitivo.
Voti della Palmanana
Servizio: 7
Ambiente: 8

Piazza generale Casula 12, Villanova Monteleone (SS)

martedì 13 settembre 2011

Di Bruno ce n'è uno, tutti gli altri..Tavola calda da Bruno di Anna e Lina


“Da Bruno” da non confondere con “da Bruno” e “da Bruno”. È si perché, se le differenze sul nome non esistono, la misura della sostanza premia (eccome) le cuoche di via Mazzini. Il romanzo popolare che accompagna la descrizione di questa certosino impegno culinario diurno (domeniche incluse) vi svelerà i retroscena scissionisti dai bruni precedenti ma è solo una goccia in mare di pietanze cucinate come diocomanda. Un consiglio, spingete velocemente i vostri vassoi verso la cassa, per pagare c'è sempre tempo, ma non per scegliere i deliziosi primi che inspiegabilmente non stazionano per primi.
Bonus, piatti abbondanti, ottimi prezzi, il sorriso nel servizio.
Malus, solo due, l'angusta saletta interna e le pietanze che finiscono presto (affrettatevi le tredicietrenta sono già soglia critica per trovare di meno).
Voti della Palmanana
Ambiente: 6/7
Servizio: 8
Cucina: 8

Self service, tavola calda, Da Bruno di Anna e Lina, Via Mazzini 69, Alghero

giovedì 8 settembre 2011

L'aperitivo

L’aperitivo è una misura efficace della qualità della vita urbana.
Ci dice in primo luogo come i baristi trattano i cittadini residenti.
Perché al ristorante il cittadino residente può anche non volere o non poter andare (credo che in media ad Alghero si dovrebbe cercare di non andare, per ragioni di qualità e di prezzo e per altre ragioni, ad esempio il lavoro nero di molti dipendenti o l'invasione incontrollata degli spazi pubblici; poi ci sono le - poche - eccezioni) e lasciarlo ai turisti.
Ma prendere l’aperitivo in casa non si può (o almeno non si può sempre e alcuni – senza terrazze o balconi - non possono mai).
Lo si prende fuori.
A Rimini, e a Rimini ci sono turisti, molti turisti, anche quando a Rimini non avrebbe voglia di andarci neppure un nostalgico dello spleen più cupo (come faranno?), l’aperitivo, e non solo nei bar prestigiosi, è quasi sempre una cosa sontuosa; credo che un barista riminese si farebbe tagliare le palle (e i baristi riminesi alle palle ci tengono) prima di servire ai clienti patatine ammuffite (comprate sottocosto il giorno di scadenza all’Eurospin) o noccioline stantie: ho visto aperitivi serviti con vassoi a piramide, gioia dello sguardo e libidine della gola (per non parlare del tè, altro che biscotti minuscoli presi in svendita alla Lidl).
E volete sapere una cosa? Si paga come ad Alghero, si paga meno di Alghero.
Mi viene in mente una risposta alla domanda lasciata in sospeso: come faranno?
Per non parlare di Torino, che – vivaddio – è Torino.
E a Genova persino.
Volete un turismo per bene e che duri tutto l’anno: cominciate dagli aperitivi.
Cominciate dai cittadini residenti.
Ma non c’è speranza.

(xyz)

sabato 3 settembre 2011

Bar dei Giardini senza giardini, Alghero

Il bar dei Giardini, bel posto. Bel posto per la gestione, sempre cortese e disponibile, bel posto per la qualità dello spazio e delle cibarie. Sarebbe un posto bellissimo se i giardini ci fossero. Il bar è un ossimoro. Giardini negati, spazi pubblici vietati, tristi recinti dedicati. Alghero merita il bar dei giardini, ridiamo i giardini al bar. (g.o)
Bonus
, abbiamo sempre apprezzato i tentativi della gestione d'elevarsi sopra la piatta media: dalla postazione internet gratuita, a quel panino con qualcosa in più, sino al giornale, nonsololocale, nonsolosportivo.
Malus, l'entusiamo però viene a mancare sul più bello e si sente.
Voti della Palmanana
Ambiente: ora 5, sarebbe di più ma dipende anche da come sarà il nuovo giradino.
Servizio: 7

Via Catalogna, Alghero

domenica 28 agosto 2011

Fatta la legge …


Servono delle buone normative. Chi può pensare che non ci debba essere un orario di chiusura dei pubblici esercizi posti in prossimità delle residenze?
Ma perché poi?
Perché non pensare che regolamentare l’orario di chiusura sia del tutto inutile e persino vessatorio: un club di fumatori di sigari, magari di mezz’età e che non bevano troppi cognac, potrebbe riunirsi in pieno centro storico in un caffè e non porre problemi anche se le sue sessioni si prolungassero tutta la notte; e perché non potrebbero essere aperti, in pieno centro, un ristorante o una enoteca? Magari una discoteca invece, meglio che si “faccia più in là”.
In ogni caso multe per chi non differenzia i rifiuti, chi direbbe che non ci vogliono? Chi direbbe che non servano zone di traffico limitato? Chi direbbe che non debba essere regolamentato il plateatico?
Certo.
Eppure.
Le direttive specifiche sarebbero più facili da applicare se ci fosse un piano o meglio un sistema di piani.
Cominciando da un piano urbanistico che preveda dei piani particolareggiati “di quartiere”. Per continuare con un piano del commercio che si intrecci con quei piani di quartiere definendo politiche (incentivi e divieto). Per finire con un piano della mobilità.
Le direttive specifiche sarebbero più facili da applicare se ci fossero processi di coinvolgimento dei cittadini (e perché no degli ospiti?) nella progettazione e nella gestione (ad esempio per i rifiuti).
Le direttive specifiche sarebbero più facili da applicare se ci fosse una gestione pubblica dei servizi pubblici.
Nello specifico: ad Alghero: ci sono troppi locali concentrati nel centro storico che è letteralmente sequestrato negli spazi pubblici (sequestrato dai plateatici formali e informali e dai parcheggi: ecco perché servirebbe un piano della mobilità), ci sono pochi locali distribuiti nello spazio urbano e nel territorio, c’è poi una scarsa differenziazione e un’assenza di specializzazione delle zone; alcuni di questi locali potrebbero e dovrebbero stare aperti per più tempo (sino all’alba, anche non d’estate), per poterlo fare dovrebbero essere meglio distribuiti, per poter essere meglio distribuiti dovrebbe esserci un adeguato sistema di mobilità (tanto per dire: la bicicletta non è un gadget per turisti, ma un mezzo fondamentale per la mobilità urbana e territoriale: le piste ciclabili, o meglio i percorsi adatti alle biciclette, dovrebbero servire a questo e rispetto a questo obiettivo dovrebbero essere valutate le scelte progettuali fatte).
Tra le direttive specifiche sono importanti quelle che limitano i rumori, e non solo a notte fonda; magari le persone preferiscono ascoltare la “loro” musica” o chiacchierare, invece di vedersi imposta musica andina o pellerossa o jam session (per originali e interessanti che siano) ogni dannata sera d’estate; mi spiego meglio: penso che il fenomeno degli artisti di strada sia interessante e per molti versi piacevole, per altri versi mi preoccupa un po’ il fatto che ci sia molta gente che si guadagna la vita anche in tarda età facendo di mestiere la “statua vivente” (non c’è nulla di meno dignitoso in questo mestiere che fare il barbiere, il professore universitario o la cubista, ma il fato che ce ne siano così tanti mi preoccupa).
Ciò premesso, che in un città ci siano molti teatranti, mimi, cantanti, giocolieri, … non è affatto spiacevole: la domanda è perché devono fare casino? Perché non possono operare senza amplificazione?
Anche qui poche norme, una presenza discreta e un qualche meccanismo di coinvolgimento di operatori e abitanti potrebbe rendere gradevole e profittevole per tutti queste presenze.
E apro un’altra questione.
Tutti hanno diritto di vivere, e una ragionevole tolleranza consente di garantire anche qualche comportamento non del tutto legale o normato.
E consente anche di garantire che, oltre ai commercianti del centro, beneficino del turismo anche altri operatori, che magari vendono olive ascolane.
E tuttavia anche questo implica una forma di pianificazione di tempi (una fiera può non essere utile farla in piena stagione e potrebbe essere pensata in relazione con un calendario di eventi) e spazi (per forza a ridosso del centro?), un pacato, attento controllo (i venditori ambulanti anche un po’ “irregolari” potrebbero essere coinvolti e regolamentati), una paziente negoziazione.
Insomma la città è di tutti e qualche attrito è inevitabile: la saggezza dell’intervento pubblico sta nel lubrificare i meccanismi e nel gestire i conflitti, avendo come guida l’interesse pubblico.
Ma la saggezza non è più una virtù. (xyz)

martedì 23 agosto 2011

Botteghina - no bottegai. Ristorante la botteghina, Alghero


Passeggi nei vicoli, e lo confondi con una macelleria o una latteria. E poi vedi i piccoli tavoli. E il bancone, che è invece piccola cucina. E il marmo. Allora leggi il menù: curioso, forse ambizioso, e ti solletica il palato. La curiosità e l’istinto prevalgono sulla voglia di sedere nel parterre plasticato delle solite trattorie-pizzerie. Ed entri.
Colori chiari, ambiente lineare, freddo ma soffice all’impatto ed avvolgente. Panche, sedie da trattoria e tavoli di marmo, bottiglie di casa (da zia ricca). Intimo socialismo nella condivisione di spazi ristretti e ben gestiti, e plurilinguismo turistico alternato a “coppiame” in complice romanticismo– come dar torto, l’ambiente permette anche questo…
Ottima la voglia di ricercare una sintesi culinaria territoriale di qualità, fresca e genuina: quasi sempre con successo. Rivisitata la pizza “centimetrata” (e il vino centrilitrato no?), vari ed azzeccati gusti: chiedere consiglio agli splendidi anfitrioni. (sak)
Bonus
, "i botteghini". Bravi, impossibile farsi odiare, nonostante nostri vari tentativi.
Malus(in stagione) prenotare, o non si mangia.
Voti della Palmanana
Ambiente: 7 e mezzo
Servizio: 8
Cucina: 7/8

Via Principe Umberto, 63