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martedì 23 agosto 2011

Botteghina - no bottegai. Ristorante la botteghina, Alghero


Passeggi nei vicoli, e lo confondi con una macelleria o una latteria. E poi vedi i piccoli tavoli. E il bancone, che è invece piccola cucina. E il marmo. Allora leggi il menù: curioso, forse ambizioso, e ti solletica il palato. La curiosità e l’istinto prevalgono sulla voglia di sedere nel parterre plasticato delle solite trattorie-pizzerie. Ed entri.
Colori chiari, ambiente lineare, freddo ma soffice all’impatto ed avvolgente. Panche, sedie da trattoria e tavoli di marmo, bottiglie di casa (da zia ricca). Intimo socialismo nella condivisione di spazi ristretti e ben gestiti, e plurilinguismo turistico alternato a “coppiame” in complice romanticismo– come dar torto, l’ambiente permette anche questo…
Ottima la voglia di ricercare una sintesi culinaria territoriale di qualità, fresca e genuina: quasi sempre con successo. Rivisitata la pizza “centimetrata” (e il vino centrilitrato no?), vari ed azzeccati gusti: chiedere consiglio agli splendidi anfitrioni. (sak)
Bonus
, "i botteghini". Bravi, impossibile farsi odiare, nonostante nostri vari tentativi.
Malus, (in stagione) prenotare, o non si mangia.
Voti della Palmanana
Ambiente: 7 e mezzo
Servizio: 8
Cucina: 7/8

Via Principe Umberto, 63


mercoledì 13 luglio 2011

Arrocco tarocco, ristorante "Le tre torri", Alghero

Tra porta a terra e la torre sul mare si erge ancora una terza torre che pochissimi chiamano per nome, e sotto, la sera, è un fitto accampamento di tende leggere che si dispiega dove una volta c’erano le mura, i fossi. Drappelli di turisti al meritato rancio annusano l’aria con l’indice teso, che dubitoso oscilla tra le labbra e le lavagnette dei menu, nell’incertezza della mossa. Poi tocca alle dame del "Tre torri" servire le carte e le improbabili ceramiche fatte a foglio: tre cameriere sollecite ed altere, come fossero una persona sola tre volte riflessa, tre lustri invecchiata ogni volta. Ecco, ora si sfila una rete di reciproci imbarazzi, un rito di timidezze e malcelati intrighi nel dispensare vivande unte di sughi pesi. E tu, manducante turista al lume delle lampe, subisci il fascino e il disagio del gioco, tu incauto, mentre ti pasci dell’aria brezzolina.
Sopra il conto che la padrona compila a fine pasto, i seni sporgono troppo, mettono a disagio.
Bonus, Il mare non si vede, ma fa la sua parte nello stordimento felice della sera.
Malus, Il caffè va preso alla pasticceria vicina, ma è troppo tardi per grattarne la vetrina.
Voti della Palmanana

ambiente 7,5
servizio 6 e mezzo
cucina 6

Largo San Francesco, 6, Alghero

lunedì 4 luglio 2011

Doppi prezzi, doppi servizi?

Come algherese acquisito godo anche io di questo privilegio.
E, tutto sommato, mi fa comodo.
Parlo del famoso, e molto chiacchierato, doppio prezzo all’algherese.
C’è del buono e c’è del cattivo (anche ad Alghero, come in Danimarca).
Non è insensato che i pubblici esercizi pratichino uno sconto ai clienti abituali.
Uno sconto che può assumere ad esempio la forma: “paghi, anche da seduto, il prezzo delle consumazioni al banco”.
Rientra nella “politica” dell’esercente e potrebbe essere una prassi estesa agli ospiti fuori stagione (una sorta di happy season).
Quel che fa scandalo è il doppio prezzo all’insù; ovvero gli algheresi pagano quel che devono e gli altri un delta in più (un delta la cui determinazione è spesso lasciata all’intelligente occhio del cameriere).
Ma quel che fa davvero scandalo è – come per gli aperitivi – la scarsa qualità del prodotto e del servizio.
Un atteggiamento predatorio che è poco lungimirante e che è nemico della “destagionalizzazione”.
Quando riusciremo a convincerci che uno degli elementi-chiave per attrarre persone, quando non lo fa da sola la natura, è il passa-parola, anche quello telematico?
Temo mai. (xyz)

mercoledì 22 giugno 2011

Un codice genetico à la carte, tra Clint Eastwood e Russel Crowe. Bar (trattoria) delle Ninfe, Alghero

Cosa avvince nello stesso destino un figlio e un foglio, sul ballatoio di un saloon sardo che sovrasta la spiaggia a pochi metri dal bagnasciuga, al centro di una baia che fu già florido porto romano? D’inverno come d’estate, a mezzo giorno o a notte fonda, entrambi sfidano tramontana e scirocco, mareggiate e gelate; impassibili ai leoni agostani e ai cani randagi, ignari della ressa e della solitudine, scrutano l’orizzonte oltre le mamme con carrozzina armata, i racchettoni rompicoglioni e le mucillaggini, (quando ritornano). Stanno lì eterni, Raffaele, il figlio del padrone, e il foglio del Menù, anch’esso parto di sua mamma, la cuoca delle retrovie: il primo dorme in roulotte, dietro al ristorante anche nella stagione fredda, quando calano i pinguini dalle terre corse e i lupi mannari dall’entroterra algherese; il secondo ‘figlio’ ingiallisce ma non molla, non cambia da anni, da sempre, da quando hanno inventato le melanzane alla parmigiana e l’homo sapiens ha scoperto il fuoco per friggere i calamari. C’è dell’epico in questa fedeltà al menù preparato dalla madre sotto il tetto costruito dal padre, un comune destino di figliolanza tra cibo e Dna, un codice genetico che si tramanda su carta, una carta che si fa discendenza, fratelli su una lingua di terra salgariana, a testimoniare che passano le nuvole e si alternano i soli, ma che non tutto cambia sotto il cielo sardo, anzi, ad insistere contro la corrente e a urlare contro vento, che per fortuna “Todo non cambia”. Per gli avventori che invecchiano con loro, il menù può essere declamato meglio di come Gassman leggeva Dante, con fierezza pari quasi alla declinazione della formazione di Italia Germania (e per favore non chiedeteci di quale anno!) o di Italia Brasile: in attacco a sinistra spaghetti alle vongole, a destra, spaghetti al sugo di melanzane (ma politicamente è chiaramente il contrario), al centro, patatine fritte o insalata verde, in difesa calamari fritti, o parmigiana, in porta la crema catalana, arbitra il jukebox all’angolo destro della sala. Provate ad andarci alla mezza e a restarci fino alla notte, vi sentirete come Jekyll e Mr. Hide. Solo che di giorno vorreste far fuori tutta la pipinara, come Clint Eastwood in Gran Sassari che nella sua veranda sbevazza birra Ichnusa tutto il tempo, e di notte vorreste fare l’amore sul bagnasciuga, come Russel Crowe, mentre sussurrate parole in latinorum alle conquistate ninfe venute dal nord. (Giaccophil)
Bonus, Telefonando prima, potreste mangiare dell’ottimo pesce fresco a prezzi accessibili.
Malus, Piatti e servizio di plastica, dal jukebox escono spesso dei mostri.
Voti della Palmanana:
Ambiente: 8
Servizio:8
Cucina: 8
Pineta Mugoni, zona Porto Conte, Alghero

venerdì 17 giugno 2011

Serate un tanto al metro. Pocoloco, ristorante pizzeria, Alghero

Grande come un supermercato, buio come un magazeno. Il pocoloco, stretto nel suo temperamento jazz, fatica da sempre a diventare luogo. Eppure ce la mette tutta, accumulando camaleontici trasformismi: ristorante, discoteca, video pub, bowling, internet caffè, living jazz. Per poi essere ricordato solo per la pizza al metro.
Bonus, C'è sempre posto e la cucina chiude tardi.
Malus, Fuori fischia il vento, dentro fischiano le orecchie: decibel troppo alti.
Voti della Palmanana
Ambiente: 6
Servizio: 5,5
Cucina: 6

via Gramsci 8, Alghero

lunedì 13 giugno 2011

Perbacco! la simpatia non è in vendita, bar/tavola calda, Alghero

Oh tu turista illuso di trovar simpatici conforti nella cittadina di mare, volgi gli occhi alla passeggiata Busquets e sul finir della stessa, sotto ampi tendoni, par trovar riparo l’alma tua affranta sotto l’ombra del Perbacco.
Come girone dantesco tu ch’entri non sai quando n’uscirai. Il tempo è una variabile ignara e di te ignava. L’ordinazione segue ad una lunga contemplazione del lungomare e la fame ti corre d’appresso mentre i camerieri altrove s’affannano. Ahi guai ed alti lai del vostro stomaco attendono per lunghe fratte l’appressarsi della desiata vivanda.
Come colombe dal desio chiamate le vivande giungono, alfin, sospirate.
Altro è se per gioir del breve lasso di tempo ante del desco desideri nutrirti di piccoli spizzichini. Guai a te anima prava se oserai ber caffè unito alla patata fritta: occhi di bragia dei camerier ti fulminerann nella tua scortesia. Disgusto nei loro occhi che resta osserverà, rimuginando, il tuo vile gesto. Ma che aperitivo funesto!
Perbacco, infin si esce a riveder il porto, ma perbacco che conto! (g.o)
Bonus: Al mattin, con far circospetto, potrai trovare delle paste gradevoli, unite al poco trafficar delle persone
Malus: La simpatia dei camerieri, sempre bofonchianti nei tuoi confronti
Voti del Perbacco
Ambiente: 6
Servizio: 4
Cucina: 5 e mezzo

Via Garibaldi 29, Alghero

mercoledì 8 giugno 2011

Requiem al cubo, ristorante-bar-circolo ARCI, Alghero

È mancato all'affetto degli aficionados il ristorante-bar-circolo ARCI ai più noto come il CUBO. Ne danno il triste annuncio alcuni clienti buongustai ma con limitate capacità di portafoglio, i comuni fruitori del bar del piano terreno, i patiti del calcino memori delle titaniche pugne contro il duo d'eccezione Renato + Morgana (ancora risuona la canzone dei Litfiba... Morgaannaaaa!). L'ingresso oscuro, l'ambiente dimesso, l'arredo inspiegabile (sedie e tavoli in giunco - chiaramente da esterni - al primo piano) celavano potenzialità gastronomiche inusitate per la città, e anche la selezione dei vini era all'altezza della cucina.
Come spesso accade, e sicuramente qui più che in altri casi, è peggio per chi resta. (il.conte)

Bonus: cucina ottima, buona compagnia
Malus: poco spazio, sedie scomodissime
Voti della Palmanana
Ambiente: 6,5
Servizio: 7,5
Cucina: 8,5

via Ardoino, 90 / angolo via Marostica (Ora c'è scritto affittasi)

domenica 5 giugno 2011

Illusioni di cuccagna. Il ghiotto, Alghero

Ogni cosa del mondo che conosci per vera, lasciala fuori e seguilo: tuo dio sarà qui, nelle catacombe ghiotte, il grasso arcimboldo dall’insegna di verdure. È lui l’idolo che a tutte l’ore imbandisce una cuccagna di apparenze sotto vetro – lui che apparecchia indigeribili abbuffate e, con uno schiocco di palato, evoca a chiudere torte da sogno, pittoriche e sciape come la colazione di Pinocchio.
I farfalloni turisti dalle lingue arrotate sbatacchiano tra le vetrine e i banconi, accecati dallo sfavillio del lowcost, per risvegliarsi presto nelle lor case straniere. Ma chi conosce la via del ritorno al Ghiotto, avrà diritto alla segreta gioia: già, tra i depositari del culto in divisa, muove in tuo onore una simpatia sottile. Coraggio, il caffè di tout l'heure ti aspetta. Una gentil commessa te lo porge, una volta ancora, insieme all’enigma dell’inconsistente alternativa: tra i piaceri dell’occhio e i saperi di un gusto che pur vorrebbe la sua parte.
Bonus, L’emozione della fantasmagoria stuzzichina.
Malus, La delusione del desiderio che, si sa, è permaloso.
Voti della Palmanana
Ambiente: 6
Servizio: 6
Cucina: 5/6

Piazza Civica 23, sull'angolo, Alghero